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Farmacia Perbellini – Nonno Bepi:

Le nuove insegne della farmacia su cui è scritto Farmacia dottor Giuseppe Perbellini, non riportano il nome dell’attuale titolare della farmacia, ma bensì di suo nonno.

Giuseppe Perbellini Senior (1882 1974) era approdato in Abruzzo agli inizi del novecento dopo aver lavorato come chimico in Germania e come Farmacista a Venezia. Egli infatti aveva risposto ad un annuncio tramite il quale, il Cavalier Bucco, reclutava chimici da impiegare nei suoi laboratori di Via Italica a Pescara. Nonno Bepi iniziò a lavorare presso i laboratori Bucco, con le sue competenze e professionalità, si distinse nell’azienda e divenne direttore di laboratorio, lavorò fino al 1927 presso gli stabilimenti Bucco e poi acquistò la farmacia del Dottor Michele Luise.

Farmacia Perbellini – La Famiglia

Farmacia Perbellini

Quando l’Italia prese parte al primo conflitto mondiale, Nonno Bepi fu chiamato a servire la Patria come aiuto di
sanità, ma poiché era troppo prezioso presso gli stabilimenti Bucco, fu congedato prima della fine della guerra perché tornasse a presidio dei suoi incarichi civili.

Giuseppe Perbellini conobbe Berenice, la nipote del Cavaliere, dopo essersi sposati, andarono a vivere in affitto in un appartamento del dottor Piattelli.

Ebbero cinque figli e da buon chimico, ai tre figli maschi, nonno Bepi diede nomi di elementi chimici: Uranio, Glucinio ed Elio, mentre nonna Berenice, chiamò le due femminucce Amalia e Adelaide. Nel 1914 iniziarono a costruire la villetta di Viale G. D’Annunzio che è a tutt’oggi la residenza storica della famiglia Perbellini.

Farmacia Perbellini – La Farmacia dal 1928 al 1940

Nonno Bepi continuò a lavorare presso i laboratori Bucco fino al 1927, era il tempo in cui Castellammare e Pescara si stavano unendo in una sola città e proprio in quello scenario geo-politico, grazie anche all’aiuto della maestra Gattoni, nonno Bepi nel 1928 acquistò la farmacia del dottor Michele Luise.

La gente a quel tempo non aveva molte risorse e tanti pescaresi si affidavano a nonno Bepi per preservare o ristabilire il benessere della propria famiglia. Era il tempo in cui la maggior parte delle persone, prima ancora di andare dal medico, si rivolgeva al farmacista per un consiglio, era il tempo in cui il farmacista vendeva l’olio di ricino a bicchieri, l’aspirina a compresse e faceva da se le creme, gli unguenti, gli sciroppi ect.

Era il tempo in cui si vendevano le endovenose di calcio per combattere la tubercolosi e gli arsenicati per combattere la sifilide, era il tempo in cui si partoriva in casa e la farmacia vendeva alle levatrici il pacco ostetrico e se durante il parto accadeva un’emorragia, si ricorreva alla ipodermoclisi. Fino a che l’Italia entrò nel secondo conflitto mondiale, questa fu la situazione.

Farmacia Perbellini – La seconda guerra mondiale stralci di storia

Mentre Uranio Perbellini era al fronte, Nonno Bepi continuò a esercitare la professione anche durante la guerra. La farmacia era stata trasferita nei locali di proprietà della famiglia Cipollone, ma una notte, i tedeschi entrarono nella farmacia e credendo di saccheggiare cioccolata, rubarono senza saperlo dei cioccolatini purgativi. I cioccolatini evidentemente fecero il loro effetto provocando conseguentemente la rabbia del nemico. Per rappresaglia, la sera successiva i tedeschi gettarono una bomba a mano dentro la farmacia distruggendo quasi tutto.

Successivamente i tedeschi evacuarono Pescara e Nonno Bepi prima di lasciare la sua casa, aveva nascosto in una stanza del sotterraneo i farmaci che gli erano rimasti, ma anche in quel caso la fortuna non fu dalla sua, i tedeschi trovarono i farmaci li saccheggiarono e incendiarono la stanza.

L’arrivo degli alleati fece arretrare i tedeschi fino alla linea Gotica (poco sotto Bologna), Nonno Bepi ricostruì dal nulla la farmacia e nell’immediato dopo guerra, potè fornire solo Aspirina e Sulfamidici a marchio americano.

Farmacia Perbellini

Farmacia Perbellini – Uranio Perbellini

Nonno Uranio (nonno dello scrivente e papà dell’attuale Titolare di Farmacia Perbellini) nacque nel 1920. Studiò fino all’inizio della seconda guerra mondiale a Padova e poi fu chiamato a combattere. Finita la guerra, completò i suoi studi a Camerino laureandosi in Chimica e in Farmacia. Nel 1972 nonno Bepi cedette a Uranio la titolarità della farmacia perchè più anziano di suo fratello Glucinio. Glucinio fino a quel momento era stato presente in farmacia al pari di Uranio e rimase presente fino all’aprile del 1977 quando, rispettoso delle migliori tradizioni famigliari, vinse il concorso e conseguì la titolarità di Farmacia Perbellini Nord.

Farmacia Perbellini

Farmacia Perbellini – Il dopoguerra

Nel dopoguerra non erano poi cambiate le cose. La gente non s’era arricchita e il farmacista era sempre visto come una vera e propria istituzione medica. Quello era il tempo in cui nonno Uranio in farmacia faceva analisi dell’olio, del vino e delle urine. Era il tempo in cui la farmacia era un vero e proprio ritrovo. Nelle sere in cui si prestava anche servizio notturno, presso la farmacia si riunivano spontaneamente autorevoli personaggi della vecchia Pescara quali il dottor Enrico Patucca, il Prof. Occhiocupo poi divenuto rettore dell’università di Parma, Rolando Cannella, il fotografo Gigino Pepe e Mario Gandolfi; quest’ultimo è ricordato per le barzellette che raccontava e con cui allietava le serate.

Farmacia Perbellini – Staff

Quando nonno Bepi costituì il suo staff, aveva assunto dei ragazzi di poco più di quindici anni.

Farmacia Perbellini

Farmacia Perbellini li ha visti crescere farsi uomini, diventare padri e in qualche caso anche nonni ed in compenso, quei ragazzi assunti da nonno Bepi, dedicando la loro vita alla farmacia han visto scorrere gli anni e le generazioni. La vecchia guardia è quasi tutta in pensione ormai e oggi Farmacia Perbellini vanta uno staff di giovani farmacisti altamente qualificati che vivono il loro lavoro con passione e con la consapevolezza che quotidianamente scrivono le pagine di una storia già iniziata, sanno che devono farlo al meglio delle loro possibilità e che devono essere almeno all’altezza dei ragazzi assunti da nonno Bepi: Maurizio Rizzacasa, Sandro Meccia e Rocco D’Urbano.

Capitolo a parte è dedicato alla memoria di Cesare Pelusi. Fin dalla seconda metà degli anni trenta è stato parte della storia di Farmacia Perbellini. A Lui si riconosce di aver affiancato la famiglia e l’azienda nei momenti più critici e drammatici a cui li espose la guerra e di essersi sempre posto a disposizione del prossimo distinguendosi per spirito di collaborazione e di solidarietà. Cesare Pelusi è mancato il 13 febbraio 2003, ma il suo ricordo compone ancora lo spirito di Farmacia Perbellini.

Farmacia Perbellini – Il gioco di squadra

All’inizio degli anni ottanta, per emanciparsi e rendersi autonomi negli approvvigionamenti, per non essere costretti ad avere grandi quantità di merce in magazzino ed anche per assumere maggior potere contrattuale e contrastare le condizioni quasi proibitive proposte dalla maggior parte delle aziende, quasi tutti i farmacisti si consorziarono in una cooperativa che prese il nome di S.A.F.A.R. (servizi autonomi farmacisti abruzzesi riuniti). Uranio Perbellini titolare in carica della farmacia, cedette al figlio Giuseppe neolaureato, il compito di rappresentare la farmacia nelle delicate fasi di fondazione della Coop. S.A.F.A.R.

Il merito della riuscita di questa iniziativa, oggi vanto regionale, va a tutti quei farmacisti che hanno avuto il coraggio di essere soci fondatori e che a partire dal primo presidente dott. Benito Alby, si esposero con delle pesantissime fideiussioni.

Farmacia Perbellini – Giuseppe Perbellini jr

Nato a Pescara nel 1948, ha studiato e si è laureato a Pavia, è stato socio Fondatore della coop. S.A.F.A.R. di cui è attualmente Vice Presidente e di cui non ha mai abbandonato il Consiglio D’Amministrazione. Promotore insieme ad altri colleghi del network Farmatua, Titolare in carica di Farmacia Dottor Giuseppe Perbellini dal 1995.

Farmacia Perbellini – La farmacia oggi

Il farmacista d’oggi è impegnato in una battaglia frustrante, quotidiana e senza esclusione di colpi contro la burocrazia e contro i burocrati, ma non è sempre stato così… ai tempi di nonno Bepi e di nonno Uranio tutto questo non c’era; c’era la farmacia, c’era il farmacista che sapeva aiutare la gente con le sue capacità e semplicità, c’erano le persone comuni che andavano dal farmacista a confidarsi e che erano certe che sarebbero state aiutate dal suo sapere e dalla sua saggezza.

Noi che abbiamo alle spalle la storia e l’esperienza di Nonno Bepi, anche oggi restiamo vicini alle persone, ci facciamo carico dei loro problemi, delle loro storie e di tutti i piccoli e grandi drammi per cui sono costrette ad entrare in farmacia.

Per portare avanti la tradizione di nonno Bepi, i suoi chiari insegnamenti e per restare vicini ai nostri assistiti, oggi siamo costretti a batterci e a scontrarci contro la mediocrità della burocrazia.

Le persone che qualche volta ancora ricordano e ci parlano di nonno Bepi, i loro figli, i loro nipoti e tutti quelli che verranno, sono la ragione per cui giorno dopo giorno confermiamo la decisione di andare avanti, sempre e nonostante tutto.